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Report 11/08/2020

Segnali fiduciosi rispetto alla stagione autunnale per ripresa del segmento business, più fragili ma con un ritmo costante per quello leisure.

Milano: la fine dell’estate segna l’inizio di una incoraggiante stagione autunnale.

Oramai le prospettive sembrano chiare agli occhi dei gestori delle strutture alberghiere. Le tendenze in atto sono ampiamente confermate: agosto registra una chiusura di un albergo su due per la fisiologica pausa d’agosto. La curva AB1_day è in leggero calo mentre l’AB14_days è sostanzialmente stazionaria, evidenziando un tasso di strutture aperte che oscilla tra il 45% e il 55% degli alberghi. Forte ripresa dell’AB28_days, che evidenzia la riapertura di molte strutture all’inizio di settembre, pari al 75% degli alberghi. Risulta ormai confermata la quota di alberghi a pieno regime nella stagione autunnale (pari al’85% circa – AB56_days), mentre è in leggero calo la quota di hotel che offrono camere online a fine dicembre (AB140_days), per il calo fisiologico del segmento business durante le vacanze natalizie. Queste curve sembrano tradursi in segnali fiduciosi per la stagione autunnale entrante e per la ripresa del segmento business. Tuttavia, ancora un 15% delle strutture alberghiere non ha ancora dato segnali di riapertura, non offrendo camere per tutto il 2020, facendo scorgere rilevanti cicatrici sul comparto alberghiero dovute alla pandemia.

Venezia: una Venezia sottotono ma a ritmo costante.

Il 70% degli alberghi a Venezia offre camere nel mese di agosto (AB1_day e AB14_days), con una leggera ripresa dell’AB1_day, a ridosso del Ferragosto. Maggiore ma in leggero calo è la quota di hotel che offre camere all’inizio di settembre (AB28_days), mentre sale la percentuale di hotel che offrono camere in autunno inoltrato (AB56_days), raggiungendo quasi l’80% delle strutture. Le vacanze natalizie non sembrano migliorare la prospettiva del segmento leisure a Venezia: solo il 65% delle strutture alberghiere offre camere a fine dicembre. Il forte legame di Venezia con il turismo incoming rende più fragile l’offerta turistica, fortemente condizionata dall’incertezza sulla ripresa dei flussi internazionali e sulla diffusione della pandemia a livello mondiale.

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